Il Catania per la salvezza, il Napoli per l’Europa: troppo alta la posta in palio per poter ammirare una partita spettacolare. E così anche il pareggio con risultato ad occhiali di ieri viene accolto con soddisfazione da entrambe le squadre. Pareggio sostanzialmente giusto. In perfetta parità occasioni da reti e infortunati (Gargano per il Napoli, Bellusci per il Catania). Restano però impresse le due palle gol divorate da Morimoto e Lavezzi. La prima del giapponese in finale di primo tempo: lampo di Mascara che con un preciso pallone manda a tu per tu l’attaccante catanese con De Sanctis, ma con un tiro affrettato colpisce il ben posizionato portiere partenopeo. Ancora più ghiotta l’occasione capitata sui piedi del “Pocho” Lavezzi. Su assist di Quagliarella (suo unico lampo di una partita incolore) l’argentino si trova solo contro il suo compagno di Nazionale Andujar, ma si lascia ipnotizzare. Sono queste le uniche due emozioni di una partita equilibrata tra due squadre ben disposte in campo dai rispettivi allenatori. Catania imbottito di ricambi e priva di ben otto titolari fa dell’umiltà e dell’attenzione le proprie armi migliori, attentissima a non scoprirsi e a non allargare le maglie del pacchetto arretrato. Quando può affida a Llama sulla sinistra e Mascara sulla trequarti le chiavi del proprio gioco, creando qualche grattacapo alla difesa azzurra. Il Napoli, invece, vive dei ricordi delle ultime splendide prestazioni. Parte in sordina subendo le offensive etnee, ma poi prova a distendersi attraverso un fraseggio sterile. E’ in cabina di regia che gli azzurri trovano le maggiori difficoltà. Cigarini mostra ancora una volta scarsa personalità per prendere in mano le redini del gioco del Napoli. L’infortunio di Gargano di certo non facilita le cose (sostituito da Pazienza che non è proprio l’omologo dell’uruguaiano).Il Napoli prova soltanto nella ripresa a cambiare le cose con due cambi (peraltro sembrati tardivi):dentro Datolo per un insufficiente Cigarini e dentro Denis per Quagliarella. S’arrabbia l’attaccante di Castellammare al momento del cambio. “ma neanche una palla buona...” è la sua esclamazione (rigorosamente in dialetto). Per Mazzarri, quindi, notizie incoraggianti per quanto riguarda la difesa, meno liete quelle relative al centrocampo e l’attacco. Prezioso pareggio invece per il Catania che stringe i denti e non lascia spazio alle offensive partenopee e anzi, riesce anche a rendersi pericoloso, mettendo in mostra un attacco vivace e un Llama incontenibile.
V.R.