Finalmente una prova positiva per l’U21, riaccese le speranze di qualificazione. A segno Barillà (2), Soriano e Marilungo.
Prova d’orgoglio per l’Italia U21 che riesce a riscattarsi dopo la pessima figura rimediata in Ungheria. Orfana di Balotelli, ma anche di Di Gennaro, Ranocchia, Poli e Paloschi la Nazionale sfodera una prestazione di cuore e orgoglio, ma anche di un gioco, finalmente, sviluppato sul collettivo e non sulle giocate individuali. Italia sin dall’inizio pericolosissima con Schelotto che divora una clamorosa palla goal mandando alto di testa su cross di De Silvestri.Azzurri padroni del gioco e del campo, rischiano nulla e riescono a trovare il vantaggio alla fine della prima fazione di gioco con Barillà imbeccato da De Silvestri (una vera e propria spina nel fianco per la difesa del Lussemburgo). L’Italia comincia il secondo tempo come aveva finito il primo...attaccando. L’Italia divora più di un occasione per portarsi sul raddoppio e chiudere il match. La prima: Soriano (entrato per sostituire l’ennesimo infortunato, Marrone) lancia in profondità Barillà che si trova solo contro il portiere ma il suo tiro viene fermato. Un minuto più tardi Borini, nuovamente a tu per tu col portiere Lussemburghese, non riesce a piazzare il pallone nell’angolino, tempestivo l’intervento di Heil.Il risultato rimane in bilico ma ci pensa Soriano che conclude al meglio un batti e ribatti in area di rigore.A questo punto la partita diventa in discesa e si assiste ad una sorta di allenamento a porte aperte. C’è dunque spazio per la doppietta di Barillà abile a sfruttare un uscita non perfetta di Heil di pugno, di pallonnetto insacca. Girandola di cambi, esce Okaka (autore di una grande prestazione) entra Marilungo. E’ proprio l’ultimo entrato a mettere la ciliegina sulla torta firmando il poker spizzando di testa su angolo dell’inesauribile Barillà. Termina il match, ma inizia il conto alla rovescia per Marzo 2010 dove l’Italia si troverà di fronte i pari età dell’Ungheria, in casa, in una partita che deciderà le sorti di questa qualificazione.
V.R.