Questa è l’avventura di Marco Demontis, “lo skipper solitario” nato in Germania il 15/02/68 da genitori sardi.
Fin dall’età giovanissima, dai tredici anni in poi ha iniziato a praticare vela perché nutriva una profonda passione per il mare. All’età di diciotto anni ha deciso di intraprendere il suo primo, e vero viaggio, che tuttora continua incessantemente, con una strumentazione semplice, ma efficace, composta da una bussola e priva di strumenti elettronici che lui ritiene inutili perché è un abilissimo astronomo ed anche un buon conoscitore delle correnti, dei venti e delle perturbazioni.
Un anno fa è partito dall’Olanda settentrionale, precisamente dal porto di Purmerend il 01/06/08 con un’imbarcazione a vela di 7,25m nominata SATURN che raggiunge una velocità massima con il motore da 5cavalli fuoribordo, di appena 4-5 nodi. Le motivazioni che l’hanno spinto a iniziare questa sua avventura nel girare il mondo sono : la mancanza di burocrazia, la libertà e la tranquillità.
La sua paura principale, può essere strano, ma è il mare. “Una volta che sono per mare non mi ferma più nessuno, anche se spesso ho affrontato burrasche e tempeste rischiando più di una volta di perdere la vita.
Nell’Atlantico quando stavo sulle cento miglia molte volte bloccavo tutta la barca e mi lasciavo trainare due o tre giorni senza fare niente”. La sensazione predominante, quando lo si conosce, è quella di trovarsi di fronte a un sereno piccolo uomo d’acciaio; in realtà lo si scopre poi, umano nelle dimenticanze, con bisogni e desideri molto terreni (gli piace il tè nero), con difficoltà economiche imperanti: nonostante ciò conosce ben otto lingue ed ha capacità meritorie per vivere a lungo sul mare. Falegname, cuoco, elettricista… Solo quando parla del mare e di come plana col suo “legno” sulle onde dell’oceano gli si illuminano gli occhi.
Ha narrato dei mari in tempesta che ha incontrato lungo il suo percorso e della gente che lo ha accolto e a volte sfamato e aiutato; ma anche di chi a volte, con estrema cattiveria, anzi quasi con soddisfazione, gli ha tagliato le cime perché non aveva denaro a sufficienza per approdare, nonostante il mare in burrasca.
Marco è un navigatore solitario estremo: ha le carte nautiche fotocopiate, un sacco a pelo, niente luce, niente scandaglio, né vhs, dorme senza stufa o candele e in più di un occasione in inverno, col mare in tempesta, si è ritrovato senza approdo, rimanendo così in mare anche con -6 di temperatura.
Tra qualche giorno ripartirà il nostro piccolo eroe avendo come meta: Sicilia, Capo Verde, Africa, Arabia Saudita, Cina, Giappone, Australia, Nuova Zelanda per una durata complessiva di 6-7 anni con condizioni meteorologiche favorevoli.
Con il sostegno di tutti i cittadini che gli hanno parlato fin ora, ha acquistato una tale forza da non sentirsi più solo nei suoi viaggi, e quindi terminare il sogno di girare il mondo, per poi ritornare fra le braccia della sua famiglia che attendono il suo rientro da vincitore.
In definitiva, la nostra riflessione è stata univoca: l'Italia che tanto si proclama "paese dell'accoglienza, paese ospitale" è in grado di essere un tale Paese verso tutti e in ogni circostanza? Un interrogativo che lasciamo aperto e sul quale ognuno può rifletterci... magari sul nostro muro (www.multicenterschool.it alla sezione Community).
Igor Tortorelli e Andrea Aresu