Sunday, September 05, 2010 Register
   
Article Details
L'eutanasia

L'eutanasia, ovvero morte dolce, è un argomento che divide l’Italia in favorevoli e contrari. In poche parole si tratta di decidere se persone gravemente ammalate, per le quali non c’è alcuna speranza di guarigione decidere (loro stessi, i loro parenti o addirittura i medici) la soppressione fisica, per evitare ulteriori dolori, mediante la somministrazione di opportuni farmaci o punture letali.
A chi è capitata la triste esperienza di assistere all’agonia di una persona in fin di vita, magari in coma e tenuta in vita solo grazie a macchinari, in preda a sofferenze difficili anche da immaginare, certamente è venuta in mente una soluzione drastica, che potesse porre fine a quei dolori.
Ma, cosa pensare di quei casi, che pure si sono verificati, di guarigioni non spiegabili tramite la scienza, di persone giudicate inguaribili dai dottori?
Sappiamo che in Belgio e nei Paesi Bassi sono state proposte, anche a livello poi di parlamento europeo, leggi che autorizzano l’eutanasia, pur conservando il divieto a livello di diritto, ma non di fatto.
Il principio della libertà di scelta è senz’altro basilare nel nostro diritto, ma è lecito consentire ad un uomo la propria autosoppressione, pur di alleviargli il dolore?
Che significato ha il dolore? Forse sta qui il problema. È giusto e lecito che i dottori sappiano come alleviare il dolore ai pazienti, ed è questo senz’altro uno degli scopi principali della medicina, ma è giusto considerare l’eutanasia come un mezzo per eliminare il dolore? Non è che per caso la società di oggi ci ha abituato ad evitare il dolore, piuttosto che ad affrontarlo, come invece forse accadeva in altre culture o in altri periodi?
Comunque, non si ritiene neanche giusto imporre per legge l’insistenza ad oltranza di una terapia (accanimento terapeutico) o costringere qualcuno a sopportare senza fine dolori inutili.
Ma alla fin fine,non è giusto che il paziente (o il medico) effettui trattamenti diretti a menomare l'integrità psichica e fisica ed ad abbreviare la vita o provocare la morte, mentre invece è comprensibile, e quindi lecita, la cosiddetta eutanasia volontaria passiva, cioè la sospensione o astensione di un trattamento di sostegno alla vita, quando questo trattamento non può far altro che rimandare una morte lenta e dolorosa.
Jolanda Minopoli

Written By: preside
Date Posted: 1/21/2010
Number of Views: 26

Return
Privacy StatementTerms Of UseMulticenter School s.r.l. 07195370635 - Copyright 2008 by Devdata.it

BorderBoxedBlueBoxedGrayBlue Small width layoutMedium width layoutMaximum width layoutMaximum textMedium textSmall textBack Top!