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L'uomo ed il desiderio metafisico

L'idea di una metafisica del desiderio indica una direzione di ricerca davvero promettente per il pensiero contemporaneo, in quanto individua un accesso privilegiato alla trascendenza e suggerisce ampi spazi di approfondimento all'indagine metafisica.
Nell’uomo, infatti, è insito un desiderio metafisico con la tendenza nel superare il proprio limite di pensiero affinché si riesca ad ottenere un qualcosa che precedentemente non sia stato già conosciuto.
Tale concetto è legato al filosofo Immanuel Kant che introdusse, con la sua filosofia, la probabilità di considerare la metafisica come scienza. La sua filosofia mirava al giudizio critico ed alla valutazione ed infatti i suoi punti fondamentali erano nient’altro che alcune domande, in base alle quali egli produsse tre opere: “Critica della ragion pura”, “Critica della ragion pratica” e “Critica del giudizio”.
- Nella prima opera, il tema trattato è la conoscenza e la correlazione sussistente tra la metafisica e la scienza. I suoi interrogativi giungono, quindi, nel momento in cui la matematica e la fisica appartengono alla scienza, mentre la metafisica, in quanto disposizione naturale, può comunque essere considerata come scienza.
- Nella seconda opera, il filosofo introduce l’ipotesi di una un’unità morale che permetta all’uomo di agire positivamente senza prescindere dalle regole della ragione; in particolar modo vi è un imperativo categorico, ovvero quel comportamento morale categorico che è riconosciuto universalmente giusto in ogni momento e situazione. L’imperativo categorico, in quanto necessità volontaria, è una legge razionale che l’uomo stesso ha formulato per la propria ragione.
È proprio in quest’opera che Kant fa una distinzione fra il pensare ed il conoscere: “la ragione oltre l’esperienza, oltre il limite”.
-   Nella terza ed ultima opera, viene analizzato il sentimento attraverso una visione finalistica e per fare ciò, il filosofo adopera dei giudizi riflettenti, i quali non fanno altro che riflettere su una natura già costituita da giudizi determinati. I giudizi riflettenti possono essere di due tipi: estetici e teleologici. I primi risultano intuitivi, in quanto si avvertono nel momento in cui la nostra mente si relaziona con l’oggetto e corrisponde, quindi, alla bellezza dell’oggetto; con i teleologici, invece, si giunge al fine dell’oggetto in relazione al mondo.
La domanda che a noi tutti sorge ora spontanea è: “Può esistere nell’uomo un desiderio metafisico?”…..
 

Marica Venturelli


Inserito da: preside
Data di inserimento: 01/02/2010
Numero di letture: 40

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