Ancora non si sa quale dei passati decenni sia il più brillante e magnifico per quanto riguarda l’evoluzione della moda; però si può provare ad analizzare in grandi linee quale sia il più quotato.
Gli anni ’50 erano anni particolari in cui la speranza, dopo la fame della guerra, era rappresentata anche dalla donna, elegante e sofisticata, curata in ogni minimo dettaglio. Dopo gli anni bui e tristi, è nata la voglia di ostentare e di sognare. La donna inizia ad utilizzare trucco abbastanza deciso e pesante: fard sugli zigomi, ombretti sgargianti, eye-liner nero molto calcato, rossetto rosso e sopracciglia depilate. Per quanto riguarda i vestiti si inizia a mettere in risalto il punto vita con corsetti imbottiti sui fianchi, la gonna è gonfia e voluminosa; i maschi invece prendendo spunto dai grandi attori di Hollywood indossano jeans, giubbotti da motociclista e brillantina nei capelli.
Successivamente si passò hai mitici anni 60 che, per la moda, sono ancora oggi un riferimento: gli anni 60 segnati dalla minigonna che rispondeva al crescente bisogno delle adolescenti e delle giovani di esprimersi liberamente, fece scalpore: le gambe non erano mai state così in vista! La mini fu subito considerata indecente e molti erano sdegnati: per esempio, secondo la grande Coco Chanel, il ginocchio era la parte meno attraente della donna che, pertanto, sarebbe stato meglio tenere nascosta; dagli stivali alti fin sopra il ginocchio che erano lo specchio di una generazione pronta a ribellarsi a tutto ciò che la opprimeva. I capelli dei giovani uomini iniziavano a crescere con ciuffi ben stirati su di un occhio per imitare i famosissimi “Beatles” portatori di una nuova musica fresca e giovanile.
Poi ci furono gli anni 70 che si possono definire come un vero e proprio movimento nato dalle idee innovative che si diffondono alla fine degli anni ‘60, la moda ne subisce l’influenza.
Fiori, colori sgargianti, fiori giganti, disegni geometrici: un trionfo di colori e fantasie per dare vita a una nuova generazione. Nota per il suo legame storico-culturale, la moda degli anni 70 si lega, in modo imprescindibile, ai movimenti Hippy che producono la Flower Power e la Beat Generation: i fiori come simbolo di pace contro tutte le guerre segna un indelebile punto di svolta per il mondo intero. La moda non coinvolse solo l’abbigliamento ma anche la vita quotidiana: anche l’arredamento e le macchine furono letteralmente trasformate per dare vita a quella che sarà poi una delle mode più importanti e sfruttate degli ultimi trent’anni.
La moda anni ‘80 invece non era una moda bella, diciamolo subito però, comunque sia, aveva il suo fascino. Per interrompere la monotonia di un nero che imperversa da tempo, si ricorre a pezzi dal colore quasi “elettrico”. Dopo aver indossato pantaloni a zampa imperversano pantaloni strettissimi a vita alta, corti alla caviglia e a volte chiusi addirittura da una zip; per quanto riguarda le maglie fanno capolino i quadri e i rombi super colorati. In poche parole basti pensare allo stile che avevano gli attori del grande film di quel tempo: “Il tempo delle mele”.
Andando avanti si è arrivati alla moda anni ‘90. Gli abiti quasi sempre neri per quanto riguarda le taglie sono o over-size o striminziti, orli cuciti male, cuciture e tagli in evidenza. Vengono ripresi stili anni ’60 e ’70 (minigonne, pantaloni a zampa d’elefante, abiti hippy, zeppe e vestiario punk), mentre si vanno manifestando una serie di altre tendenze, da quella cyberpunk alle mode ecologiche, agli stili etnici, al grunge, al recupero delle uniformi scolastiche e dei capi per lo sport.
Infine arriviamo ai giorni nostri. Oggi la moda è completamente differente da quella di un tempo, ma non per questo meno bella o più volgare. Pearcing e tatuaggi sono per cosi dire i protagonisti. La cosa importante però per i giovani soprattutto è vestirsi “firmato”, il più delle volte infatti si sentono importanti solo perché indossano certe firme. I pantaloni sono stretti e a vita bassa (guai il contrario) e quindi è un cosiddetto revival degli anni 70-80. Ma oltre a ciò ci sono diverse “categorie” di moda: emo ovvero ciuffoni con extension, gonne ampie, calze a strisce; varie fotocopie di barbie, collana di smarties, pantaloni attillatissimi, chili di trucco, capelli piastrati, maglietta attillatissima con sopra un gilet. Ognuno quindi opta quasi sempre (o forse meglio dire a volte) al proprio stile; anche se nella maggior parte dei casi vincono le barbie girl e i cosiddetti figli di papà firmati fino a sopra i capelli.
Quale di queste mode quindi si potrebbe aggiudicare un fantomatico premio di moda migliore? Forse si potrebbe azzardare a dire che la vincitrice o meglio the winner is: gli anni 60 appunto perché hanno fatto scalpore, le donne hanno iniziato ad emanciparsi, a scoprire le proprie forme e le gambe e cosa c’è di più bello della naturalezza e del non aver paura di mostrarsi in tutti gli aspetti al mondo intero?
Jolanda Minopoli