C’è chi ne parla come se fosse una droga della quale non si può più fare a meno e chi lo ripudia preoccupato dall’eccessiva dipendenza ed esibizione della propria privacy. Si tratta di Facebook, il social network più gettonato dalla comunità di Internet, la moda virtuale del momento.
Il famoso sito che permette di comunicare, condividere foto, link, pubblicazioni, blog ed interessi comuni, sta diventando per alcuni una vera e propria ossessione. Per molti è un modo di ritrovare on line amici del passato o lontani.
Fino a qualche mese fa era noto soltanto all’interno dei college americani. Poi è arrivato in Europa, passando per le facoltà di Oxford e Cambridge. Adesso Facebook, il social network nato nel 2004 dall’idea di Mark Zuckemberg, allora studente di Harvard, è uno dei siti più visitati e utilizzati anche in Italia. Inizialmente più ristretto rispetto a MySpace (l’iscrizione era riservata solo a chi fosse iscritto a una facoltà universitaria), Facebook si è guadagnato sul campo la nomea di rete sociale più seria e adulta rispetto ad altri sistemi concorrenti. Gli studenti americani, a quanto pare, lo vedono come parte integrante imprescindibile della loro vita sociale, in facoltà e fuori: su Facebook si organizzano feste, si discute, si creano amicizie e amori tra studenti anche fisicamente lontani.
Da molti giovani è visto come un modo per fuggire dalla realtà, un’evasione dalla propria vita, per altri è un modo per lasciare tracce della propria intimità, della propria personalità e delle proprie idee. Ad ognuno la possibilità di costruire il proprio profilo con la quantità di informazioni che si vuole, di spiare tra i profili altrui con il proprio grado di curiosità, ma spesso è instabile l’equilibrio tra il gioco della comunicazione e lo spiare la vita altrui. Nella home page può capitare di leggere commenti indesiderati o venire attratti da foto di ex fidanzati gelosi che si preferirebbe non vedere, di incuriosirsi nella ricerca di dettagli della vita altrui o rischiare di imbattersi in conoscenze con false identità. Questo è un serio problema per i frequentatori di Facebook: a chi non è capitato d ricevere richieste da amicizia da parte di personaggi dei cartoni animati, da parte di località, da personaggi storici e personaggi di film. Chi si nasconde dietro queste false identità? Molto probabilmente si tratta solo di persone curiose, che non avendo il coraggio di aggiungere in prima persona, si nascondono dietro un falso nome, ma chi ci assicura delle loro buone intenzioni?
Facebook è una dimensione contagiosa, è lo specchio di una società in cui prevale la dimensione emozionale, in cui il desiderio di apparire si mescola con la paura di essere osservati, il riflesso di identità che cercano sé stesse nel delirio della condivisione.
Ma non siamo tutti dei nerd paranoici che vivono nascosti dietro schermi interattivi da sostituire alla realtà quotidiana, e nemmeno degli esibizionisti ossessionati dall’esistenza altrui.
Federica Esposito - Ludovica Renna - Flavia Guarino