Thursday, July 29, 2010 Register
   
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Parsimonia nell'uso dell'energia

"Dammi un litro di oro nero" cantava l'ironico Rino Gaetano negli anni Settanta. Era l'epoca della prima violenta crisi petrolifera, con il prezzo del greggio alle stelle, che obbligava gli italiani alle domeniche a piedi, non per finalità ecologiche, ma per necessità di risparmio energetico. Il tema dell'energia è strategico per lo sviluppo economico e sociale di tutti i Paesi. Avere accesso a quantità elevate di energia a prezzi convenienti è un fattore fondamentale per alimentare la produzione industriale, diffondere e far funzionare una rete elettrica adeguata, promuovere l'aumento del Prodotto Interno Lordo, il benessere economico e il miglioramento della qualità di vita dei cittadini. L'energia disponibile per gli impieghi economici è nel mondo in gran parte ancora fornita da fonti fossili: petrolio, carbone e gas naturale (metano). Sono prodotti formatisi sulla Terra, durante milioni di anni, in seguito alla sedimentazione e trasformazione di materiale organico, in gran parte di origine vegetale. Si tratta di materie prime soggette quindi ad esaurimento, anche se tale eventualità è tutt'altro che prossima. C'è poi l'energia nucleare che si produce a partire dalla fissione del nucleo di atomi di uranio o di altri elementi. Si tratta di un'energia "pulita", la cui scoperta si deve proprio all' italiano Enrico Fermi, artefice nel 1942 della prima pila atomica, ma il cui impiego è tuttavia ancora controverso ed osteggiato. Infine esistono le cosiddette "fonti rinnovabili": l'energia solare, quella ricavata dalle biomasse, l'idroelettrica, l'eolica, la geotermica. Ma si discute anche sull’impiego dell’idrogeno, quale fonte energetica rinnovabile, e sull’utilizzo dell'energia legata alle maree. Si sta diffondendo anche in Italia, caldeggiato dagli ecologisti, l'utilizzo delle fonti rinnovabili di energia, cui sono legate molte speranze. Opportunamente finanziati e incentivati, si sta propagando l'impiego dei pannelli fotovoltaici che catturano l'energia solare. Si tratta di un'energia pulita e rinnovabile, ma ancora costosa. Può darsi che la diffusione e la competizione economica aumentino il rendimento dell'energia solare nei prossimi anni. Noi italiani, siamo contro l'inquinamento e facciamo un uso scriteriato dell'auto; siamo soffocati dal traffico, ma siamo contro la costruzione di nuove autostrade e di treni superveloci e a favore del trasporto su gomma. Siamo contro i termovalorizzatori e i rigassificatori e bruciamo i rifiuti per strada producendo diossina e altri gas nocivi. Temiamo la catastrofe da effetto serra, ma rifiutiamo a priori l'impiego del nucleare pulito. Le pale per catturare l'energia eolica, poi, ci sembra deturpino il paesaggio. Siamo in via di principio favorevoli alla costruzione di alcune infrastrutture che ci permettano di stare agganciati ai Paesi più sviluppati, ma poi siamo presi dalla sindrome NIMBY (Not In My Back Yard, ossia, tradotto, "non nel mio cortile").Dipendiamo dai Paesi stranieri per l'approvvigionamento dell'energia, con tutte le conseguenze geopolitiche che ciò comporta, ma siamo contrari alla produzione di energia pulita e a basso costo in casa nostra. Ecco, il problema italiano in tema di energia, non mi sembra tanto un problema di approvvigionamento, ma un problema culturale, di maturazione delle coscienze, di acquisizione di quel sano empirismo scientifico che ancora ci difetta e che caratterizza invece le democrazie più avanzate.
Flavia Giacobbe

Written By: preside
Date Posted: 2/17/2010
Number of Views: 18

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