Wednesday, September 08, 2010 Register
   
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Il TAR del Lazio respinge il decreto. Stop del PdL alle regionali

Il TAR del Lazio respinge il decreto. Stop del PdL alle regionali
Di Pietro: “Un golpe di Benito Berlusconi, che ha cambiato le regole del gioco durante il gioco”
Liste elettorali: scoppia la tensione in Lazio e in Lombardia
Liste del PdL presentate in ritardo. Il partito rischia l’estromissione dalle regionali.
 
Sabato 27 febbraio alle 12 scade il termine per la presentazione delle liste per le elezioni regionali. In Lazio, i rappresentanti del PdL non riescono ad arrivare in tempo.
Intanto, in Lombardia scoppia un altro caso: la lista di Formigoni non viene ammessa per invalidità di più di 500 firme. 514, per la precisione.
Interviene subito il premier Berlusconi, che è già pronto a varare un (altro) nuovo decreto, il decreto “salva-liste”. Composto da quattro articoli, si basa su una diversa, e se vogliamo più letterale, interpretazione del testo di legge riguardante la presentazione delle liste. Sottoposto al vaglio del Presidente della Repubblica e successivamente approvato, il decreto approda in tribunale, ma il ricorso nel Lazio viene respinto dal TAR. Decreto legge che legalizza di fatto le 514 firme false raccolte dal PdL in Lombardia dove, però, la lista viene approvata.
Dura la risposta dell’opposizione, che il 6 marzo, giorno successivo all’approvazione del decreto da parte del Presidente della Repubblica, scende in piazza a manifestare non solo contro la decisione del capo dello stato, ma anche contro le solite leggi governative che se non sono “ad personam” sono “ad partitum” . Le parole più pesanti sono di Antonio Di Pietro che parla addirittura di impechement nei confronti di Napolitano.
Ma Napolitano commenta sul sito del Quirinale: “Non era sostenibile che potessero non parteciparvi nella più grande regione italiana il candidato presidente e la lista del maggior partito politico di governo, per gli errori nella presentazione della lista contestati dall’ufficio competente costituito presso la corte d’appello di Milano”. Si parla, quindi, di democrazia. Quella che permette a un individuo di poter liberamente votare il partito che preferisce. Quella stessa che non dovrebbe permettere di cambiare una legge per i propri bisogni personali.
Di Pietro, poi, afferma: è “un golpe di Benito Berlusconi, che ha cambiato le regole del gioco durante il gioco”, e anche sul social network “Facebook” nascono gruppi come “5/03/2010, io so che oggi in Italia c’è stato un golpe”.
Ma nel Lazio, il decreto legge non viene approvato e il PdL tappezza le strade di Roma con manifesti che dicono: “Non vogliono farti votare, fatti sentire” e “vogliono cancellare la democrazia, fatti sentire”.
Tra accuse e rimproveri da una parte e dall’altra ci avviciniamo alle elezioni, il PdL appoggerà comunque la lista della candidata Polverini, mentre l’opposizione darà  l’appoggio alla Bonino. 
E tra nuovi decreti e ricorsi, il governo va avanti. Intanto, proprio quando la situazione sembra essersi calmata, dalla procura di Trani si apre una nuova inchiesta che vede coinvolto Berlusconi... ma questa è tutta un’altra storia!.
G.C.

Written By: preside
Date Posted: 3/22/2010
Number of Views: 24

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