Wednesday, September 08, 2010 Register
   
Article Details
Afghanistan, armi ed esplosivo trovati in un ospedale. Emergency: quando la verità fa paura.

Gino Strada: “Hanno dichiarato guerra a un ospedale. Vogliono togliere un testimone scomodo in vista della prossima offensiva nel sud dell’ Afghanistan”
 
A Lashkar-Gah, nella provincia meridionale di Helmand, uomini della polizia e dei servizi segreti afghani e militari inglesi della Nato hanno trovato in uno dei più importanti ospedali dell’Emergency, pistole, granate e 2 cinture esplosive.
A Lashkar-Gah, lì dove uomini, donne, bambini, persone comuni, muoiono devastate dalla guerra, lì dove gli americani mandano cibo che finisce nei campi minati e c’è chi per raccoglierlo perde gli arti, lì dove non vi sono possibilità che i feriti vengano aiutati se non dall’Emergency, unica sede, lì, a Lashkar-Gah che permette a chiunque di essere curato. Lì, l’Emergency, unico luogo dove non esiste nazionalità. A Lashkar-Gah, sabato scorso, nove operatori fermati, di cui tre italiani, Marco Garetti, Matteo Dell’Aira e Matteo Pagani, dalle prime dichiarazioni accusati di aver complottato per uccidere il governatore della provincia di Helmand. Poi la notizia che spunta sul Times, Daud Ahmadi, portavoce afgano, dichiara che i fermati hanno confessato. Ma niente è ancora certo. E infatti, dopo le affermazioni di Franco Frattini, ministro degli esteri italiano, che pare quasi indignato, e prega “che non ci sia nessun italiano che abbia direttamente o indirettamente compiuto atti di questo genere. Lo prego perché sarebbe una vergogna per l’Italia. Ci sono dei fatti. Noi tutti vogliamo la verità”, la notizia pubblicata sul Times viene finalmente smentita. Nessuna confessione, quindi. Strano, comunque, che un ministro italiano non si schieri subito a favore dell’Emergency, pur conoscendo il governo afghano, pur conoscendo l’Emergency, e pur sapendo che un’organizzazione non schierata non è bene accetta in un luogo come l’Afghanistan. 
 Gino Strada, parla di “rapimento” più che di “arresto”, in quanto le 72 ore di fermo sono oramai scadute, e precisa: “al di là di tutte le demagogie, noi mostriamo la verità della guerra: il 40 per cento dei feriti nei bombardamenti sono bambini, non pericolosi terroristi. Questo dà fastidio, questo non si vuole far sapere al mondo”. Intanto, lo staff dell’Emergency non è più rientrato nell’ospedale dopo l’accaduto “se volevano non farci più operare a Lashkar-Gan, l'obiettivo è stato raggiunto. Non abbiamo più notizie dell'ospedale. Siamo fermi alla presa in possesso delle autorità afghane di sabato scorso” ha detto Alessandro Bertani, vicepresidente di Emergency, e - da quanto si legge nell’ultimo comunicato stampa- “non si hanno ancora notizie sulla posizione giuridica dei fermati”, né della loro condizione.
Nel frattempo, a Roma è stato aperto un fascicolo intestato “atti d’ufficio relativi a”, esclusa, quindi, l’ipotesi di un reato. Alla richiesta di cosa noi potremmo fare per sostenere l’Emergency, Strada ha risposto: “la prima cosa è firmare l’appello che c’è sul sito di Emergency, una raccolta firme giusto per esplicitare questa solidarietà, questo non credere da parte dei cittadini ad accuse infamanti, montature che mettono assieme varie spie, poliziotti, militari e criminali vari”.
La seconda cosa da fare è partecipare alla manifestazione che si svolgerà a Roma, a piazza San Giovanni, dalle 14.30.
G.C.

Written By: preside
Date Posted: 4/20/2010
Number of Views: 27

Return
Privacy StatementTerms Of UseMulticenter School s.r.l. 07195370635 - Copyright 2008 by Devdata.it

BorderBoxedBlueBoxedGrayBlue Small width layoutMedium width layoutMaximum width layoutMaximum textMedium textSmall textBack Top!